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Un viaggio nel gusto e nelle relazioni

“Grazie Italia, perché a volte ci troviamo a visitare un posto, ad assaggiare nuove pietanze tipiche solo di quel luogo e che prima non conoscevamo. Restiamo sorpresi da uno scorcio nuovo, non so, un fiume per esempio, oppure da un monumento, un’architettura. Ci imbattiamo in una bella piazza con un museo, una galleria e scopriamo un ristorantino tipico della zona. Ci fermiamo ad apprezzare tutta questa bellezza e a considerare quanto sono buoni i sapori di quel luogo. Dedichiamo tempo a ringraziare le persone che ci conducono in questi posti che da soli non avremmo mai valorizzato appieno.”

I due viaggiatori del gusto

Claudio Messina aiuta e supporta imprenditori, professionisti e manager ad avvicinarsi al metodo di business relazionale, dove l’attenzione e la fiducia del cliente o del prospect sono essenziali e fondamentali. Forma ed insegna come gestire incontri di successo “a tavola”, ovvero durante pranzi, cene, brunch, buffet, e tutte quelle situazioni in cui è protagonista il cibo in ogni sua declinazione; perché le migliori relazioni si stringono con il gusto della tavola. Ha ideato il metodo Referral Tasting ed ha scritto il libro Business a tavola.

Matteo Galiano fonda nel 2014 Tibevo, che in seguito diventa MIC SRLS, con la quale svolge attività di insegnante nelle scuole alberghiere per conto di ASPI (Associazione Sommellerie Professionisti Italiani). Organizza intrattenimento per company meeting aziendali (show cooking, team building) e degustazioni guidate al pubblico in lingua italiana e inglese. Collabora con scuole di formazione su scala nazionale occupandosi della realizzazione di corsi e di master rivolti ai futuri operatori di settore food & beverage.

Con questo spirito di ringraziamento abbiamo pensato alla nostra terra, quella che conosciamo bene noi singolarmente, personalmente, e che chiamiamo casa, il nostro territorio, le nostre radici, la culla che ci ha accolto e svezzato permettendoci di essere quello che siamo.
Abbiamo visitato insieme a voi, in modo cauto e attento, tutta la nostra splendida Italia, facendone un viaggio virtuale e dicendo grazie e ricordando particolari ed opere, o cibi e bevande o tante altre cose che impareremo a conoscere grazie ai vostri racconti.
In questo viaggio insieme, abbiamo avuto la gioia e privilegio di avere a fianco Matteo Galiano, con cui abbiamo condiviso il piacere delle relazioni a tavola.
Grazie Italia e grazie a ciascuno di voi per i vostri contributi e per averli condivisi!


Scopri nell’elenco di seguito le bellezze e le prelibatezze delle province che ci hanno accolto.

| Grazie Italia

Agrigento: la polis di Akragas, fu fondata da geloi di origine rodio-cretese intorno al 581 a.C. Durante le guerre puniche venne conquistata dai Romani, che le cambiarono il nome in Agrigentum. Fu solo l’inizio in quanto gli arabi lo cambiarono in Kerkent, in seguito i Normanni la ribattezzarono Girgenti, infine nel 1927 venne ripristinato l’attuale nome.

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Per Alessandria le testimonianze trovate confermano la presenza di insediamenti sin dal Paleolitico con lo sviluppo di agricoltura, allevamento, produzione di ceramiche, tessuti e filati nonché levigazione della pietra. Queste caratteristiche insieme alla vicinanza con la Liguria hanno influenzato la cucina alessandrina.

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Arroccata sul mare, Ancona è alle pendici del Monte Conero, il promontorio che dà origine al golfo di Ancona. Un monte magico dove oltre a godere della vista del mare si può trovare il silenzio assoluto.

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Fondata dai romani all’inizio dell’età augustea col nome di Augusta Praetoria Salassorum, l’attuale Aosta è considerata la Roma delle Alpi per via dei resti romani ancora visibili. Città di montagna ha sviluppato una cucina che tenesse conto dei lunghi freddi inverni.

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La cucina variegata di Arezzo può accontentare tutti i gusti. Dai piati medievali come la scottiglia a base di carni miste, rosolate e poi soffritte con peperone, vino rosso e limone ai Fegatelli di suino aromatizzati fino al pesce; Tonno Briaco, ovvero tonno cotto con alloro cipolla e prezzemolo, servito su pane fritto e completato da capperi e succo di limone.

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Ascoli Piceno è una città che vanta grande ricchezza artistica e architettonica tanto da mostrare un centro costruito in travertino; non può essere da meno anche come offerta culinaria.

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Plinio nella sua Naturalis Historia descriveva Asti come “un forte villaggio ligure confinante con le tribù degli Stazielli, popolato di gente industriosa, pastori, agricoltori, artigiani”. La cucina è molto legata al territorio piemontese e propone piatti come “Agliata del Monferrato” crema di foglie delle erbe aromatiche con aglio, sale e pepe da spalmare su crostini di pane abbrustolito;

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Avellino fu fondata verso l’anno 82 a.C. da Silla, dopo la vittoria sui Sanniti e sugli Irpini, con il nome di “Veneria Abellinatiam”. In tarda età repubblicana la colonia venne dotata di organi istituzionali molto simili a quelli di Roma, cosa non consentita altrove.

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Rinomata per la fiera e la sua presenza sul mare, Bari raccoglie nei dintorni molteplici prodotti dal famoso Pane di Altamura DOP condito con Olio di Puglia o Terra di Bari entrambi olii DOP. E cosa dire della Burrata di Andria IGP declinata in tutta la cucina italiana da sola o accompagnata,

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Barletta è nata nel IV secolo a.C. ha rappresentato un importante porto per il commercio di grano e della lana soprattutto per la vicina Canosa. Ha visto passare normanni, svevi, angioini e spagnoli. Anche Andria affonda le sue radici nel passato; sono state rinvenute tracce di insediamenti che risalgono al neolitico. Trani ha radici preistoriche con tracce di insediamenti abitativi sin dell’Età del bronzo.

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La dolcezza del Miele delle Dolomiti bellunesi, rinomata DOP per la colazione o per esaltare un formaggio prodotto da latte vaccino a pasta cotta come il Piave DOP. Sempre in tema nutrizionale una menzione vale anche per il Fagiolo di Lamon della Vallata Bellunese, legume chiamato anche “la carne dei poveri” per via dei sui valori nutrizionali equiparabili alla carne.

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L’arco di Traiano, simbolo della città di Benevento è tra gli archi trionfali romani con rilievi meglio conservati; e proprio in trionfo sembrano passare le paste fresche e realizzate a mano come cecatielli, cazzarielli, lagane condite  con sugo di agnello o ragù od anche accompagnata a legumi, cavatelli con broccoli;

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Bergamo, soprannominata «la città dei Mille» per via del cospicuo numero di volontari bergamaschi, circa 180, che presero parte alla spedizione dei Mille, grazie alle sue valli potrebbe essere conosciuta anche per la quantità di formaggi che produce.

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Situata in Piemonte nella zona famosa per i filati, Biella offre un’ottima opportunità per i palati. Come non ricordare il “Riso di Baraggia Biellese e Vercellese” prodotto DOP che ha contribuito alla crescita dell’Italia.

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La nascita di Bologna risale all’Età del Ferro, anche se lo sviluppo di Felsina è dovuto agli etruschi prima e ai romani successivamente, che le cambiarono in nome in Bonomia. Crescita e prestigio ottenute sotto i romani vennero meno dopo la caduta dell’impero.

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Bolzano assume una struttura urbana solo alla fine del XII secolo, quando il vescovo di Trento, detentore dei diritti comitali sulla zona, aggiunge un nuovo borgo mercantile nell’antico contesto di insediamenti sparsi nella conca bolzanina.

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Oltre ad avere un patrimonio artistico e architettonico notevole Brescia con la sua provincia detiene altri primati di natura alimentate. Gli oli delicati del Garda, il Silter, un formaggio d’alpeggio dai profumi di erbe ed essenze di montagna

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Le origini documentate della città di Brindisi risalgono al XVI secolo a.C. e dimostrano l’importanza della città anche per gli scambi commerciali verso le sponde adriatiche e l’Egeo. Solo tra il IV e il III secolo a.C. divenne parte dell’Impero Romano.

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Cagliari, città dalla lunga storia è stata si importanza strategica in epoca romana come capoluogo di Sardegna e Corsica, in seguito diventata capitale del Regno di Sardegna. Per chi voglia ritemprarsi dopo le visite ai vari palazzi, fortini, castelli e siti archeologici offerti in zona

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I primi insediamenti di Caltanissetta risalgono al XIX secolo a.C. mentre la nascita della città sembra essere dovuta al periodo islamico in Sicilia, intorno al X secolo a.C. Sicuramente la cucina è stata influenzata dai popoli che nei secoli hanno invaso l’isola potando loro tradizioni e prodotti.

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Secondo le notizie raccolte e i ritrovamenti la città di Campobasso nacque, fu distrutta e risorse almeno tre volte a causa delle varie invasioni di inizio millennio.

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Caserta fu fondata dagli Etruschi con il nome di Galatia. Fu conquistata in seguito dai Sanniti e fu conquistata dai Romani che la annessero all’Impero nel 211 a.C. Dopo la caduta dell’Impero fu terra di invasioni barbariche e battaglie di successione.

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La Ciliegia dell’Etna, il Ficodindia dell’Etna o Ficodindia di San Cono, tutti rigorosamente DOP infiammano di colori e profumi le tavole di Catania. Per non parlare del Pistacchio Verde di Bronte DOP che ci accompagna dai primi ai gelati con il suo colore e profumo esotico.

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Posto al centro del Golfo di Squillace, Catanzaro è ricca di testimonianze delle epoche paleolitiche e neolitiche. Ha origini bizantine che risalgono al IX-X secolo quando le fu affidato il nome KATANTZA’RION, ovvero città posta sotto un rilievo terrazzato.

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La cucina di questa zona è molto legata al mondo contadino e alla pastorizia. Molta pasta preparata in casa con ripieno, qui detto compenso di formaggio fresco per la maggior parte. I cappelletti, tipico piatto romagnolo, preparato in brodo, la pasta verde, i passatelli, una sorta di vermicelli a base di parmigiano, pangrattato, uovo…

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Secondo la leggenda Chieti sarebbe nata prima di Roma ad opera di Achille nel 1181 che le diede il nome di Teate in onore di sua madre, la ninfa Teti.  Ancora oggi si trova raffigurato nello scudo stemma della città dove è rappresentato con quattro chiavi in mano simbolo degli accessi alla città.

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I primi abitanti di quella che sarebbe diventata Como furono i Liguri che si distribuirono sulle rive creando un villaggio di palafitte che con il tempo si è spostato all’interno nelle zone più alte perdendo il contatto diretto con l’acqua.

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Entroterra calabrese dominato dai Bruzi fino alla conquista da parte dei Romani, Cosenza ha mantenuto le sue tradizioni nel Bruzio DOP, un olio che propone tutto il calore e i profumi della zona come i Fichi di Cosenza DOP e il Limone di Rocca Imperiale IGP.

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Città rinomata per il Torrone, dolce tipico delle feste che riunisce zucchero, mandorle, noci, arachidi, nocciole e miele; profumi, sapori e che evoca ricordi di pranzi e cene di Natale con la famiglia. Da quello morbido a quello croccante.

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Secondo leggenda la nascita della città è dovuta a un ordine dell’oracolo di Apollo a Delfi. Di certo sappiamo che fu celebre per i suoi medici e per la scuola di sapere di scienza, matematica e musica fondata da Pitagora. La cultura e tradizione culinaria calabra raccoglie tante specialità disponibili nei vari capoluoghi.

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Il nome deriva con ogni probabilità dall’ubicazione sopra un altopiano a triangolo (cuneo) che è sbocco di sei valli che comunicano con la Liguria e la Francia. La sua storia è legata a quella della famiglia Savoia che la conquistarono nel ‘300.

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Posta al centro geografico della Sicilia a un’altezza di 900 metri, Enna nacque nel XIV secolo a.C. come ottimo punto di avvistamento e difesa.

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Fermo, acropoli marchigiana, fu una città importante per l’Impero Romano prima e Napoleone in seguito. La cucina spazia dalla terra al mare che dista soltanto sei chilometri dalla città. Coniglio in porchetta, Crescia sfogliata (una sorta di sfoglia unta con strutto),

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La città di nacque tra il VI e VIII secolo ma fu riconosciuta ufficialmente con il nome Ferrara nel 753. Dovette attendere l’898 per essere annessa al Regno d’Italia.

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La storia di Firenze precede la città e la sua immagine anche all’estero. La prima citazione la dedico al Chianti Colli Fiorentini, una delle denominazioni del Chianti Classico DOCG, vino simbolo italiano che ha trovato la giusta espressione sui colli toscani che toccano varie città.

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Situata al centro del Tavoliere delle Puglie è sempre stata una città importante per agricoltura e commercio. La sua provincia offre denominazioni di origine che spaziano dalle olive,

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Forlì è una città di origini preistoriche; sono state trovate tracce che riportano al periodo paleolitico. Ha offerto un buon insediamento alle prime popolazioni. Probabilmente da quelle ne è scaturita anche la cucina che riprende prodotti e cultura della cucina romagnola.

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Frosinone è riconosciuta come capitale della Ciociaria, ha origini antiche dove veniva chiamata Frusna (termine volsco) diventato in seguito Frusino sotto i romani ed infine Frosinone. Punto strategico oltre a subire invasioni fu colpita da diversi terremoti che ne cambiarono l’aspetto.

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La prima cosa che viene in mente pensando a Genova è il mare che ti accoglie dopo la curva della A10 arrivando da Milano, ti apre l’anima. La seconda è la Focaccia di Recco che ti apre lo stomaco e ti invita ad affondare i denti nella sua morbidezza.

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Gorizia, fondata nell’anno 1001 è stata crocevia delle civiltà latina, slava e germanica. Da metà del secolo scorso è diventata punto strategico per i collegamenti con le vicine Slovenia ed ex Jugoslavia oltre che i paesi europei.

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Le origini di Grosseto risalgono al medioevo quando tramite un accordo con il vescovo di Lucca la città ottenne una serie di beni, oggi scomparsi, che insieme all’influenza degli Aldobrandeschi la fece prosperare e aumentare la sua influenza sulla provincia.

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Imperia nasce solo un secolo fa dalla fusione di due città, Porto Maurizio e Oneglia, che si osteggiarono sin dall’Unità d’Italia, e presero il nome neutrale del torrente Impero che le separa in modo naturale.

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Città di origine antichissima, i primi insediamenti risalirebbero a 700.000 anni fa, avrebbe anche il primato come uno dei siti più antichi dove l’uomo ha usato il fuoco. Un altro vanto è quello di essere stata la prima capitale d’Italia in quanto gli Italici ne fecero la loro capitale dopo averla conquistata nel 90 a.C..

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L’Aquila ha origine antiche. I primi insediamenti risalgono almeno al X secolo a.C. Solo nel III secolo a.C. fu conquista e gestita dai Romani. La cucina è tipica dell’Abruzzo allevatore e contadino. 

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Ultimo avamposto ligure prima di entrare in Toscana, La Spezia è parte di un territorio fantastico conosciuto come Le Cinque Terre. La sua cucina è il risultato di mescolanze di tradizioni e territori differenti vista la sua posizione al confine tra due regioni.

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Fondata con il nome di Littoria durante il ventennio fascista, dopo la bonifica dell’Agro Pontino, Latina fu inaugurata nel 1932. Si può definire una delle città più giovani d’Italia. Assunse il nome di Latina a fine della seconda guerra mondale nel 1945.

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Lecce è situata in una posizione strategica tra la costa adriatica e ionica, è una delle città d’arte italiane, oltre ad essere una importante espressione del periodo Barocco. È stata capitale italiana della cultura nel 2015.

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A Lecco la primavera è iniziata e il caldo è alle porte, ma ancora sopportabile per potersi permettere una “polenta e salsiccia”, piatto di origine contadina che ha caratterizzato la provincia lecchese.

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Quando si parla di cacciucco si parla di Livorno e il dubbio sul miglior vino da abbinare, un fresco vino bianco, un rosato oppure un vino rosso, rimane. La fame invece no, ben 13 diversi tipi di pesce per comporlo sfameranno anche i più affamati.

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La zona di Lodi è abitata sin dal neolitico da agricoltori e allevatori nomadi, in seguito passò prima dai Romani, poi i Longobardi e i Franchi per essere poi rifondata da Federico Barbarossa il 3 agosto 1158. Fu invasa dagli spagnoli per poi passare a Napoleone.

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Un prodotto come la Farina di Neccio della Garfagnana DOP, una farina di castagne secche, ha consentito di nutrirsi per secoli, ed oggi ancora si offre come ottima base per preparare gnocchi, frittelle e torte.

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Una delle ipotesi sulla nascita della città e sul nome di Macerata include niente meno che il nipote di Noè. Di sicuro sappiamo che dal XVI secolo la città conobbe il momento di massimo splendore politico ed economico.

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Mantova vale un viaggio e una permanenza non solo per quanto vi hanno lasciato i Gonzaga ma per gustare tutti i piatti che seppur non sono identificati come denominazioni offrono emozioni ai palati:

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La provincia di Massa – Carrara nasce come insediamento umano sin dal Paleolitico ed è stata punto di riferimento per la zona conosciuta come Lunigiana, posta tra Liguria e Toscana.

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Matera è a tutti gli effetti una delle città più antiche del mondo. É stata abitata sin dal paleolitico con quei Sassi che nel tempo hanno cambiato ruolo, da abitazioni a luoghi turistici. Nel 1983 sono diventati Patrimonio dell’Unesco e la città intera nel 2019 è diventata capitale europea della cultura.

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Città di mare e di collegamento con lo stivale Messina si trova in quella fascia d’acqua conosciuta come “la nursery degli squali” per via della corrente d’acqua che fluisce continuamente consentendo un afflusso di ossigeno costante.

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Milano è capitale economica italiana, è stata caratterizzata dalla Borsa Valori e dalla Moda italiana che l’ha adottata come piazza di riferimento internazionale per sfilate e atelier.

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Una città che conta meno di 200 mila abitanti soddisfa i palati di quasi 60 milioni di italiani, e non solo. Un’offerta a tutto pasto; partendo dagli antipasti con i salumi e i salamini, si passa alla motadella, prodotto condiviso,

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La storia di Monza inizia intorno al 50 a.C. sulle rive del fiume Lambro con abitanti dediti alla pastorizia e all’agricoltura. Queste attività si sono ridotte notevolmente nel corso dei secoli fino a creare l’attuale sistema Brianza.

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Raccontare la città di Napoli in poche righe è come pretendere di descrivere i Promessi Sposi sullo scontrino di un caffè. Pino Daniele cantava “Napule mille culure” e sono proprio i colori ritrovabili nella città dello street food e della perdizione culinaria.

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Leggenda racconta che Novara fu fondata dai Liguri in una zona denominata Aria. In seguito, divenne insediamento romano. La cucina è tutt’altro che aria fritta, tra i piatti tipici troviamo la famosissima Paniscia, piatto povero a base di riso, il Tapulone, carne d’asino cotta a lungo nel vino, il risotto al gorgonzola (c’è poco da aggiungere), il Bagnet, tipica salsa piemontese a base di prezzemolo, aglio e acciughe per concludere con le rane fritte.

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Nuoro, meglio conosciuta come Nùoro con l’accento sulla “u” ha origine antiche. La sua posizione in altura le consentiva una vista privilegiata sullo snodo ortografico della zona. La cucina nuorese è stata caratterizzata dalla pastorizia e dall’agricoltura che sono state alla base dello sviluppo di tutta la Sardegna.

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La città di Oristano divenne importante a partire dal 1070 grazie alla sua posizioni dotata di barriere naturali che gli fornivano una protezione dalle incursioni nemiche che non risparmiavano le città vicine.

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Conosciute e rinomate le Galline Padovane scorrazzano finché non incontrano il gourmet del caso. Ma non sono le uniche a finire nel piatto, anche il Baccalà alla Padovana con polenta e battuta di sedano è ricercato.

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I fenici fondarono Palermo nel VII secolo a.C. con il nome di Ziz, fiore, e i Romani dopo averla conquistata le cambiarono nome in Panormus che in greco significa “tutto porto”; due nomi che esprimono le caratteristiche della città.

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Secondo una leggenda la scelta dell’ubicazione della città di Pavia fu decisa da una colomba liberata da una barca che volò sulla riva sinistra del fiume Ticino e li vi costruì il nido. La città aumentò la sua importanza al tempo dei Romani. La posizione strategica che la conferisce in Lombardia ma molto vicina all’Emilia ha fatto sì che molti piatti siano stati “importati”.

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Nel Girone dei golosi – Canto VI – Inferno il sommo poeta sistemò i golosi e per fortuna nostra è solo un poema perché a Perugia, città famosa per il cioccolato, i golosi ci possono ben sguazzare nel nettare degli Dei.

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Pesaro, città del territorio marchigiano ha trovato molti spunti culinari nella vicina Romagna. Dai cappelletti alla pesarese fatti però con ripieno di carni differenti (dall’arrosto di maiale, lesso di cappone fino al midollo di garretto di bue) alle tagliatelle e i cannelloni “alla Rossini” in ricordo del compositore; a seguire un riso lessato mescolato con fichi secchi, uvetta, miele ecc. che prende il nome di Bostrengo;

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Pescara è una delle città invidiabili per la vicinanza al mare e alla montagna. Dalla pesca alle rampicate quindi dal pesce fresco magari condito con un Olio Aprutino Pescarese, olio a Denominazione di Origine Protetta, alla carne con l’Agnello del Centro Italia, altra IGP; non possiamo dimenticare gli “arrosticini” di carne di pecora e di fegato che hanno superato i confini del teramano per giungere sulle tavole di altre regioni italiane.

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Piacenza, terra di frontiera dell’Impero Romano è stata più volte saccheggiata ma ha ricoperto il ruolo di città tra le più celebri della pianura padana. Le sue sofferenze non le hanno impedito di sviluppare una cucina ricca e variegata.

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Al pari delle altre province toscane anche Pisa ha una cucina di origine povera caratterizzata da piatti sia di mare si di terra dove il pane senza sale, tipico della Toscana padroneggia nei piatti. Minestra di pane e ribollita, a base di verdure tagliate in modo grossolano e bollite insieme al pane raffermo;

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Oppidum romano, ovvero città fortificata priva di un confine sacro, Pistoia prese il nome da coloro che impastavano il pane (pistores) per le truppe. La cucina è caratteristica del territorio toscano con qualche tipicità come il carcerato, zuppa a base di pane raffermo, interiora di vitello, spolverata di formaggio e burro (aggiunto solo di recente);

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Pordenone è il punto di transito di una via che collegava i territori veneziani con le regioni transalpine del Nord. Fu città di proprietà dell’Austria sino al 1508 divenendo solo in seguito dominio della Serenissima. La cucina pordenonese ha radici contadine, ma essendo un crocevia è stata molto influenzata.

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Potenza è il capoluogo di regione italiana sito alla quota più elevata e possiede un sistema di scale per collegare il centro al resto della città tanto da valerle il titolo di “città delle cento scale”. Tanto movimento per muoversi in città richiede adeguata alimentazione che a Potenza non manca.

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Zona originariamente paludosa offrì ospitalità verso i margini per poi unire gli agglomerati vicini e costituire la città di Prato. Nonostante due cinte murarie vennero occupate a più riprese dai fiorentini e dagli spagnoli. Questo spiega anche la cucina di origine povera molto attenta a non sprecare nulla. Un esempio è il pane raffermo che entra in varie ricette.

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Leggo Ragusa e penso subito allo splendore di Ragusa Ibla e dei chilometri percorsi per visitarla. Ecco che spunta subito l’appetito che cerco di placare con qualche prodotto DOP come il formaggio Ragusano, un sugo preparato con il “Pomodoro di Pachino” condito con un olio DOP Monti Iblei e un pinzimonio con “Carota Novella di Ispica” per poi concludere in dolcezza con il “sabbioso” cioccolato di Modica, specialità unica di quella zona.

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Ravenna, nata tra paludi aveva la fortuna di essere in una posizione che le ha concesso confini naturali. Queste caratteristiche insieme alla vicinanza al mare le diede la possibilità di diventare sede dell’Impero Romano aumentando la sua importanza e popolarità.

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Reggio Calabria fu fondata dai greci nell’VIII secolo a.C. ed in seguito divenne alleata di Roma. Passò di mano tra Bizantini, Arabi, Angioini e Aragonesi per poi entrare a far parte del Regno di Napoli e del Regno delle Due Sicilie, quindi annessa al Regno d’Italia.

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La nascita della città di Reggio Emilia  è poco chiara: attribuita prima ai Liguri poi agli Etruschi, ai Galli Boi infine ai romani intorno al 560 come colonia, testimoniata anche da Plinio. Di certo si sa che le origini dei primi insediamenti risalgono alla preistoria.

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Rieti fu fondata dai sabini con il nome Reate nel 290 a.C. Divenne in seguito municipio romano. Fu devastata nel IX e X secolo dai saraceni passò in seguito sotto lo Stato della Chiesa quindi divenne italiana nel 1860.

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Rimini condivide preziosi alimenti italiani con altre province vicine. Chi non ha mai provato una volta nella vita la Piadina o Piada Romagnola. Come vini in zona possiamo trovare il Rebola, nome locale del più conosciuto Pignoletto, un vino fruttato e vellutato con grande versatilità negli abbinamenti gastronomici.

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Roma, la capitale d’Italia, con il patrimonio culturale ed artistico che offre non può mancare nell’offerta culinaria che deve attingere nella provincia. La Porchetta di Ariccia IGP distesa calda su una fetta di Pane casareccio di Genzano, anch’esso IGP  

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Una cucina influenzata dalle vicine Venezia e Ferrara offre piatti particolari dai primi ai dolci. I classici gnocchi ma realizzato con zucchero e cannella e conditi insieme al burro fuso. Piatto della tradizione consumato nel giorno di festa, la domenica.

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Salerno è una città che ebbe origine dagli etruschi, fu in seguito colonia romana poi occupata dai Goti, Bizantini, Longobardi e Normanni. Nel tempo divenne centro di studi con la sua famosa Scuola Medica: la Scuola Medica Salernitana, la più importante fonte di conoscenza medica in Europa nel Medioevo.

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Situata nella zona nord della Sardegna, quella con più movida e vip estivi Sassari ha tradizioni culinarie più da entroterra. La Favata, ad esempio, una zuppa di fave secche con lardo, cavolo, verza, ortaggi vari e profumi; le Monzette, specialità a base di lumache grigliate o in padella; la Giogga Minuda, altra tipica specie di lumaca bollita con spicchi d’aglio e insaporita con peperoncino.

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Savona nacque probabilmente come insediamento dei Liguri Sabati. In seguito, iniziò la sua battaglia con Genova alleandosi con i Cartaginesi.

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Siena: un’antica leggenda lega la nascita della città ai figli di Remo, fratello di Romolo. Di certo sappiamo che fu un avamposto romano che con la costruzione della via francigena che collegava Italia e Francia crebbe di popolarità e importanza.

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La città di Siracusa fu fondata nel 700 a.C. dai Greci anche se la presenza di villaggi abitati risale al IV millennio a.C. Ha sempre avuto una posizione strategica nel Mediterraneo supportata anche da abbondanti risorse interne.

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Sondrio è una città di origine preistorica che fu successivamente parte del municipio di Como. Fu anche luogo di rifugio dei fuggiaschi della Val Padana all’epoca delle invasioni barbariche e questo arricchì la popolazione delle conoscenze tecniche in merito alla coltivazione della terra, la lavorazione di legno, lana, pietre e metalli.

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Sud Sardegna è una provincia di costituzione recente, 2016, e comprende le ex province di Carbonia-Iglesias e Medio Campidano oltre ai comuni di Genoni, Seui e quelli non inclusi nella provincia di Cagliari. Le tradizioni trovano radici lontane nei fenici e recenti nei reperti archeologici industriali del secolo scorso.

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Grande porto del golfo al quale ha dato il suo nome, Taranto fu terra cartaginese prima di capitolare all’esercito romano e diventare parte dell’Impero. Elemento cardine della cucina tarantina è il pesce, soprattutto le cozze che trovano massima espressione nella versione arraganate (cozze gratinate), i rari gamberi viola.

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A Teramo i fenici ci fondarono un emporio commerciale e identificarono la città con un nome che significava “Luogo isolato circondato dalle acque”. Insieme agli Etruschi contribuirono a farla crescere.

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Terni rappresenta una delle città più importanti e popolose dell’Italia Centrale con radici che affondano nell’Età del Rame ed Età del Ferro. La cucina è caratterizzata da prodotti come olio, tartufi, norcineria, formaggi e carne.

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Penso a Torino, alla sua mappa e al suo cioccolato e l’immagine che mi appare è d’un enorme scacchiera di cioccolato. Da goloso oltre alle nocciole gusto anche il Marrone della Valle di Susa I.G.P. in tutte le sue preparazioni.

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Trapani: prima importante base cartaginese divenne in seguito una delle civitates censoriae romane e uno dei più importanti porti del Mediterraneo durante il Medioevo.

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Dietro al nome della città di Trento si celano due leggende, una Tridentum (nome assegnato dai Romani) per via dei tre colli che circondano la città e l’altra legata alla presenza di tre fiumi che formano un tridente. Di certo sappiamo che Trento fu un importante snodo viario per la presenza della Via Claudia Augusta, principale via militare verso nord.

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Potrebbero sembrare tanti fiori bianchi invece sono un campo di Asparago Bianco di Cimadolmo IGP, una prelibatezza della zona da gustare come la Casatella Trevigiana, altro DOP ma formaggio magari da gustare in un bel Risotto al Radicchio Rosso di Treviso, altra IGP.

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Trieste è una città antica, di fondazione pre-romana, Tergeste perse splendore in età tardoantica e medievale per poi riprendersi nel ‘700 con l’introduzione del porto franco. La vicinanza con l’Austria e i Balcani ha influenzato sia l’economia che la tradizione culinaria della città.

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Udine si trova in una zona rinomata per i salumi, dal Prosciutto di San Daniele DOP al Prosciutto di Sauris IGP, due chicche gastronomiche da gustare anche come base da aperitivo.

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Sita nell’entroterra marchigiano Urbino richiede palati forti. Dagli antipasti a base di Crescia sfogliata arricchita con salumi e formaggi ai primi piatti come i Passatelli conditi con sugo a base di funghi o di pesce. Come secondi coniglio in porchetta e cacciagione. Condivide con Pesaro alcune denominazioni come Prosciutto di Carpegna DOP e formaggi come la Casciotta d’ Urbino anch’essa DOP.

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Varese, grazie alle sue bellezze naturali, venne chiamata “città giardino”. In realtà era nata sulle sponde del lago tanto da lasciare un’ampia testimonianza di villaggio palafitticolo. La cucina ha origini lombarde.

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Una città sull’acqua come Venezia ha talmente tanto da offrire che dovrebbe riempire occhi e anima al solo sguardo; tuttavia Venezia ha qualcos’altro di commestibile grazie alla sua provincia, il Radicchio di Chioggia IGP, profumato, con nota amarognola finale a ricordare che per apprezzare la dolcezza bisogna anche conoscerne l’opposto.

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Le tre province (Verbano – Cusio – Ossola) raccolgono un ampio territorio che rappresenta tutte le aree che circondano il lago Maggiore, il lago d’Orta, gran parte del bacino idrografico del fiume Toce e altro una decina di valli.

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Cuffietta, ciuffo di capelli al vento e mani nell’acqua. La fatica delle mondine che raccolgono il “Riso di Baraggia Biellese e Vercellese DOP”, prodotto che le è valso l’appellativo di “capitale europea del riso”, e il piacere per noi di gustare un risotto magari condito con la Toma Piemontese, sempre DOP, che possiamo trovare in zona.

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E romanticismo sia, però a contemplare un balcone, alla lunga, viene appetito, e Verona e dintorni offrono molto per divertirsi a tavola. A partire da un antipasto di Prosciutto Veneto Berico-Euganeo DOP per poi passare a un risotto magari scegliendo il “Riso Nano Vialone Veronese IGP” dove possiamo divertire le nostre papille gustative con un condimento a base di Monte Veronese DOP e Radicchio di Verona IGP, per poi completare il pasto con una o più “Pesca di Verona IGP” e un dolce a base del Marrone di San Zeno DOP.

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La storia di Vibo Valentia passa attraverso tre millenni e altrettante conquiste. Fu fondata dai greci con il nome di Hipponion per poi diventare municipio romano, prendendo l’attuale nome. Passò di mano ai bizantini per essere distrutta e conquistata dai Saraceni che le cambiarono ancora il nome in Monteleone; infine, nel 1928 riprese il nome datole dai romani e ancora oggi porta.

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Vicenza rappresenta una delle città più antiche del Veneto; tuttavia il suo passaggio di mano dall’Italia all’Austria e successivo ritorno hanno contribuito a creare e tramandare una cucina popolare.

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I primi insediamenti collegabili con la città di Viterbo risalgono al neolitico. In seguito, venne riconosciuta come città dei Papi perché sede pontificia per circa 24 anni; nel tempo Viterbo realizzò il centro storico medievale che oggi è riconosciuto come il più vasto d’Europa.