Vai al contenuto principale
| I bias cognitivi

Bias di ancoraggio al passato: quando il “si è sempre fatto così” diventa un freno
Nel business, l’esperienza è un valore. Ma quando ci si affida troppo a ciò che ha funzionato in passato, si rischia di non vedere più ciò che sta cambiando. Il bias di ancoraggio al passato si manifesta quando continuiamo a prendere decisioni basandoci su esperienze passate che non sono più rilevanti, limitando l’adattabilità e l’innovazione.

| La fiducia

Ci sono ambienti in cui le persone entrano e si sentono subito a proprio agio; si percepisce un clima sereno, si notano sorrisi sinceri, si ascolta una comunicazione fluida e rispettosa. E poi ci sono contesti dove tutto sembra più faticoso: le parole pesano, le energie si disperdono, la motivazione si spegne lentamente, senza clamore. La differenza, quasi sempre, non sta nei numeri, nei benefit o negli spazi fisici; sta nelle relazioni. Sta nella fiducia. E nella capacità di nutrire ogni giorno un clima che motivi, coinvolga e faccia sentire le persone parte di qualcosa che vale.

| I bias cognitivi

Effetto Spotlight: quando crediamo che tutti ci stiano guardando
Nel mondo del lavoro, sapersi esporre è spesso una competenza chiave. Ma molti professionisti vivono con la sensazione costante di essere sotto osservazione. Questo accade per via dell’effetto Spotlight, che ci porta a sopravvalutare l’attenzione che gli altri ci dedicano, soprattutto in contesti pubblici o professionali.

| Le relazioni

C’è una forza che, quando si attiva, cambia il modo in cui lavoriamo, collaboriamo e cresciamo insieme; è silenziosa ma potente; non si impone, ma si costruisce; ed è la condivisione di obiettivi comuni. In un mondo dove tutto corre veloce e dove le priorità si confondono con le urgenze, fermarsi per ritrovare ciò che ci unisce può fare la differenza tra un gruppo che lavora e un team che si evolve; tra una relazione che funziona e una relazione che ispira.

| I bias cognitivi

Bias di pregiudizio retrospettivo: quando “lo sapevamo già”… ma non è vero
Nel business, l’analisi a posteriori è uno strumento prezioso per migliorare processi e strategie. Tuttavia, il bias di pregiudizio retrospettivo – o hindsight bias – ci porta a credere, dopo che un evento è accaduto, che fosse prevedibile e ovvio. Quella sensazione di “lo sapevamo già” può rassicurare, ma anche ingannare.

Chi sono

Sono Claudio Messina,
ideatore ed autore dei progetti
Referral Tasting
e Nutrire la relazione 
da cui ho tratto due libri.

Sono esperto e formatore di Marketing relazionale
e coautore del bestseller
La nuova economia delle relazioni.
Vuoi conoscermi meglio?

Articoli più letti

Contattami

Seguimi su

Restiamo in contatto

Non perderti la possibilità di leggere i miei articoli o di interagire con la prima community italiana sulle relazioni (personali, di business e... a tavola)