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Non tutti i pranzi devono chiudersi con un accordo
| Il business a tavola

Non tutti i pranzi devono chiudersi con un accordo

Portarsi via da un pranzo soltanto un sì o un no è una delle abitudini più limitanti del business relazionale; perché riduce un incontro fatto di ascolto, segnali, affinità, dubbi e possibili sviluppi, a una casella da spuntare, come se il valore di una relazione potesse essere misurato quando produce un risultato immediato.

Nel Business a Tavola, invece, esistono incontri che non devono chiudersi subito, perché hanno bisogno di restare aperti nel modo giusto. Non aperti per vaghezza, non sospesi per mancanza di coraggio, non lasciati nel limbo di una cordialità senza direzione; aperti perché la relazione ha trovato un posizionamento, ha chiarito un livello di fiducia e ha preparato un terreno che potrà diventare fertile più avanti.

Il problema nasce quando confondiamo la mancata chiusura con un fallimento. Se non c’è un accordo, pensiamo di aver perso tempo; se non nasce subito una collaborazione, immaginiamo che il pranzo non abbia funzionato; se l’altro non prende una decisione, cerchiamo di spingere e aggiungere argomenti, come se bastasse aumentare la pressione per trasformare una relazione acerba in una scelta convinta.

Eppure, una relazione ben posizionata vale molto più di un accordo chiuso male. Vale quando l’altro ha capito chi siamo senza sentirsi forzato, quando ha percepito coerenza senza ricevere una vendita mascherata, quando ha associato il nostro nome a competenza, rispetto e affidabilità, anche se in quel momento non esiste lo spazio concreto per procedere.

Anche i modelli di business più maturi dovrebbero adattarsi a questa logica, perché non tutte le opportunità seguono una linea breve e misurabile nell’immediato. Alcune nascono da conversazioni che restano nella memoria, da fiducia che si accumula lentamente, da presenze coerenti che diventano rilevanti quando cambia un bisogno, una fase aziendale, una priorità personale o una condizione di mercato.

Chi sa stare nella relazione senza pretendere di chiuderla a tutti i costi dimostra una leadership più sottile, ma molto più solida. Sa riconoscere che il pranzo può terminare senza contratto, ma con una posizione più chiara nella mente dell’altro; può chiudersi senza firma, ma con una porta lasciata aperta con eleganza; può non generare subito business, ma generare disponibilità futura.

Perché non tutte le relazioni devono essere raccolte appena spuntano; alcune vanno lasciate crescere, purché siano state seminate nel posto giusto.

Nel tuo prossimo incontro, cosa cambierebbe se smettessi di chiederti “come lo chiudo?” e iniziassi a domandarti “quale posizione voglio lasciare nella mente e nella fiducia dell’altra persona”?